Dalla California arriva una notizia il cui contenuto - se varcherà i confini oceanici - rischia di far passare l'appetito a molte buone forchette. Secondo un progetto di legge cui manca solo la firma del Governatore Schwarzenegger, una grossa catena di ristoranti di Los Angeles e a seguire molte altre saranno obbligate a mettere sul loro menu le calorie apportate da ogni singola pietanza venduta. Non solo ma - come riporta dbTechno - verranno specificate anche le quantità di grassi trans, grassi insaturi, proteine e carboidrati.
Non fossimo europei, la notizia sarebbe tutt'altro che sconvolgente: negli Stati Uniti da anni esistono campagne per sensibilizzare ad ogni cos
to l'opinione pubblica sui rischi che possono derivare dall'ingurgitare pietanze in maniera indiscriminata e senza criterio. Tanto che un mese fa ho personalmente visto con i miei occhi sulle bottiglie d'acqua vendue per le strade di Boston etichette con le informazioni nutrizionali (sic! vedi sotto) i cui valori ovviamente sono pari a zero ma che con evidenza servono a far capire alla gente del luogo che l'acqua naturale e quelle zuccherate e aromatizzate sono differenti. Differenze di cultura e differenze di approcci con il cibo.
Ma il provvedimento californiano va al di là dell'educazione alimentare: leggere il menu ristorante (oggi le grandi catene, ma il provvedimento inevitabilmente rischia di abbattersi anche sui singoli) rischia di essere un esercizio lungo, faticoso e, soprattutto, incomprensibile per i più.
E poi una nota sul lato meramente gaudente: vi immaginate dover ordinare un delizioso dessert e guardare la lista con a fianco le informazioni nutrizionali? Almeno al ristorante, vi prego, lasciatemi stare.
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