Sports On Sunday

Il primo GP di Formula 1 di Singapore è stato, visivamente, magnifico. Ogni ripresa aerea era per me una gioia per gli occhi, le strade illuminate che tracciavano il percorso tra i grattacieli e le avveniristiche costruzioni di questo piccolo Stato asiatico lasciavano a bocca aperta.
Tecnicamente però, il Gran Premio si è rivelato un prevedibile disastro: safety car all'uscita ad ogni (e solo due, per fortuna) lieve incidente, come ha dimostrato il banale errore della Force India di Sutil, sorpassi difficilissimi se non in un punto del lunghissimo circuito e aerodinamica tale da dare la possibilità a monoposto di mediocre livello di tenere dietro ben più qualificati e potenti mezzi (mi viene in mente la Force India di Fisichella che tiene dietro per 5 giri prima di rientrare ai box la BMW di Kubica). 
Ne è venuta fuori una classifica falsa, in cui il vincitore ha avuto il solo merito, per quanto la bravura di Alonso non sia da mettere in discussione, di entrare ai box il giro precedente l'uscita della safety car. E basta.
Il carrozzone della F1, su questo non c'è dubbio, sarà felicissimo e proporrà ancora questo GP per molto tempo visto il gigantesco business e l'interesse che è risucito a creare. Ma lo spettacolo ne gioverà ben poco.

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Vorrei essere arrabbiato per la sconfitta dell'Inter nell'atteso derby meneghino. Ma sconfortato direi che sia la parola giusta: simpatia o antipatia a parte, mi pare che il cambio di panchina abbia risolto poco: di fronte alle partite che contano davvero c'è sempre da sperare in episodi dettati dal caso. Poi si può dire tatticamente quel che si vuole (un centrocampo di soli uomini di contenimento lontano chilometri dal terzetto offensivo per esempio) ma il problema resta sempre quello di liquefarsi davanti agli appuntamenti importanti.
Si attendono concrete smentite.

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Che bello sarebbe festeggiare il trionfo casalingo del nostro ciclismo su strada con la vittoria di Ballan e 3 azzurri nei primi quattro posti. Sì, sarebbe bello. Perché io ormai da anni ho l'impressione - non me ne vogliate - che il vincitore di ogni corsa ciclistica sia quello più abile nell'aver scelto il farmacista migliore. E non è una impressione personale, sono anni di continui fatto in tal senso che me lo suggeriscono.

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